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Recensione La scuola cambia

Autrice: Martina Petrò

recensione a cura di Francesca Ghiribelli

Un libro che si discosta dai soliti saggi che incontriamo proprio anche per i temi affrontati e il modo in cui vengono trasposti. Un tema veramente sempre più spesso poco affrontato, quello sulla Scuola, sì, intesa proprio con la S maiuscola. Un saggio dinamico che non annoia, che attraversa le epoche più disparate in modo esaustivo e davvero interessante. Affronta storia vera, editoria, scuola primaria e temi di rilevanza sociale. Diventa anche un po’ un saggio esistenziale, ripercorrendo questi suddetti argomenti dal punto di vista tecnico ma anche umano in ogni sua sfumatura demagogica e sostanziale in relazione a istituzioni, ambiti e società. L’autrice ci presenta un’introduzione breve ma concisa, senza stancare. Inizia con un panorama generale sulla tematica in un’atmosfera preunitaria, per poi camminare lungo una strada impervia e lunga, quella che si fa spazio nei secoli, che attraversa le più disparate generazioni e analizzando la cultura che evolve cambiando attraverso un caleidoscopio di emozioni. Sì, anche un saggio può emozionare e questa opera ci riesce, passando tramite sviluppi politici e sociali. E se parliamo di storia e scuola, non possiamo che osservare da vicino il mondo editoriale, quello dei libri. L’editoria viene esaminata dalla sua origine e forma primordiale passando per evoluzioni che la portano fino al mondo di oggi. Solo un’attenta indagine come quella che si trova in questo testo impeccabile in cronologia e contenuti può donare nozioni a tutto tondo sull’editoria scolastica, sempre studiando i cambiamenti a livello di storia e cultura dell’Italia. Un’opera dinamica perché è malleabile trasponendo l’attenzione su argomentazioni di importanza e interesse sociale, quindi di dibattito pubblico.

Il saggio introduce come nasce l’editoria scolastica e quindi studiandone le radici. Quando e come nascono i primissimi libri di scuola per la fascia infantile. Si notano anche nozioni di economia e di mercato sull’espansione di tali testi fino ad arrivare agli anni Sessanta. Si riprendono in uno schema valido e approfondito anche le riforme scolastiche avvenute prima e dopo il 1861 (Unità d’Italia). Si analizzano anche i mutamenti a livello ideologico e non solo storico e tecnico, per questo il saggio è movimentato e non annoia, facendo riflettere e, nel frattempo, informando. Sullo sfondo storico si sofferma molto sul periodo fascista e quindi su come la dittatura tocca a fondo la scuola come istituzione. Si passa a dopo la seconda guerra mondiale in cui nasce una nuova dimensione dell’editoria. L’autrice però analizza anche la disciplina della pedagogia, importante per studiare nel profondo anche a livello esistenziale e sociale il difficile mondo della scuola, sempre intorno agli anni Sessanta. I capitoli che seguono saranno fonte di minuziosa ricerca, perché l’autrice menziona tante opere rilevanti sulla scuola primaria. Un libro curato anche dal punto di vista bibliografico. Non si dimentica di analizzare persino la differenza di genere e affrontando tematiche come la donna e la famiglia. La scrittrice poi riprende anche temi attuali e originali come lo straniero e il pregiudizio razziale riportato nei libri dell’infanzia scolastici. Tema sempre poco affrontato e che il saggio tratta è l’insegnamento imposto e poi facoltativo della religione intervallato da contrapposizione d’idee.

E infine tutto si conclude riprendendo il tema delle nuove sfide rivestite dall’editoria moderna. Un settore che da sempre ha lottato con sudore e immensi sacrifici fin dagli albori e poi avendocela fatta, adesso si ritrova a dover penare ancora per stare al passo con i tempi. Si affronta l’insegnamento dell’Italiano come seconda lingua e l’evoluzione di classi che ora sono sempre più ricche di varie etnie. Pone poi uno spunto di riflessione su studio e progettazione dell’editoria ai giorni nostri e confrontandoli con il passato che fu. Altro tassello interessante è la didattica L2. L’autrice analizza lo studio della materia dell’Italiano, menzionando gli editori che pubblicano testi educativi destinati agli scolari stranieri degli istituti scolastici italiani primari.

Alla fine di questa esauriente lettura chi legge affina le sue conoscenze sulla Scuola e lo farà anche l’addetto ai lavori in ambito tecnico scolastico. Perché la scuola siamo noi, la scuola è la società stessa, specchio delle generazioni passate, presenti e future. Una lettura da consigliare e tenere nella biblioteca personale perché dedicata a un singolare argomento che dovrebbe essere più affrontato e menzionato.

Francesca Ghiribelli