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Recensione L’Inconfessabile (Arcimbaldo Materiale)

di Chiara Martini

Intenso, coraggioso, intimo, molto più di un romanzo religioso: un riuscito e sorprendente viaggio nelle contraddizioni dell’animo umano, una complessa e strabiliante #esperienza letteraria, un inno alla Nostalgia e un grido di sopravvivenza del Perdono.

Si intitola “L’Inconfessabile” ed è l’opera prima di Arcimbaldo Materiale.

Paolo è il figlio di un ricco possidente. Francesca è la figlia di un umile pastore.

Non aver avuto la forza di vivere un amore, che richiedeva il risveglio delle loro coscienze, porterà entrambi ad abbracciare la vita spirituale.

L’autore, con spudorato coraggio, conduce il romanzo fuori dalla “zona di comfort”, scegliendo di non incastrare i protagonisti nella spiegazione, facile e veloce, di una vocazione mai abbandonata. Preferisce, invece, imbattersi nelle problematiche più profonde della natura umana, attraverso un percorso che dalla negazione (la barba che Paolo non avrà mai il coraggio di tagliare per non riconoscere se stesso e il segreto inconfessabile di Francesca) può condurre al Perdono.

Il Perdono, così come il romanzo racconta, non assolve la colpa, non la cancella, ma, attraverso un grande atto di coraggio, può trasformarla in consapevolezza.

Paolo e Francesca hanno la responsabilità di aver tradito non il loro amore, ma loro stessi e le loro #coscienze, consentendo che il passato pregiudicasse il futuro.

Il coraggio di Arcimbaldo Materiale sta nel non aver soffocato un brillante romanzo religioso nella prevedibilità del concetto di #vocazione e nell’averci raccontato una cosa scomoda che taluni chiamano #Realtà e che, di solito, va a braccetto con la Verità.

Arcimbaldo Materiale certamente sta con Joseph Conrad quando dice: “… Di un uomo si dice che ha tradito il paese, gli amici, l’innamorata. In realtà, l’unica cosa che l’uomo può tradire è la sua coscienza”.

E’ questo che dobbiamo perdonare e perdonarci.

Grazie, Balduccio.